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La pianta del mese di Luglio

Nome: Pachira acquatica

Famiglia: Bombacaceae

Origine: Foreste pluviali dell'America centrale e del Brasile. 

Risultato se coltivata in idrocoltura: ottimo.

 

Le Bombacaceae sono una famiglia di alberi tropicali dell'ordine malvales, diffusa in America del Sud ed in America centrale, nell'Africa sub-sahariana, in Madagascar, in Asia, nelle isole dell'oceano Indiano e in Oceania. Comprende diverse specie di alberi, tra i quali i baobab africani e gli alberi bottiglia sudamericani, dotati di tronchi rigonfi, caratterizzati da tessuti specializzati per l'immagazzinamento di acqua. Le foglie sono pelose, decidue e palmate, i fiori, grandi e profumati, durano soltanto un giorno e si schiudono di notte. I frutti sono capsule legnose simili a zucche nerastre contenenti noci che, arrostite, hanno un sapore simile alla castagna.

La Pachira acquatica conosciuta anche come "bombax acquatica" o "bombaco", ha grandi foglie lucide, penta lobate e grandi fiori profumati, bianco-crema, con i petali arricciati verso la base del fiore, a mostrare gli stami. La pianta produce frutti commestibili nel periodo estivo, ma generalmente solo se coltivate nel paese di origine (Messico e America centrale). La Paquira acquatica in Brasile viene chiamata anche noce del Malabar o della Guyana, perchè i suoi frutti a capsula giunti a maturazione si aprono in cinque segmenti e liberano delle noci commestibili. Questa pianta, che in natura raggiunge quasi 20 metri di altezza, in Europa è per lo più coltivata come pianta ornamentale, per la possibilità di intrecciare i suoi eleganti fusti.

Coltivazione e cura

  • la Pachira acquatica è una pianta che si adatta perfettamente ad una coltivazione in interno: l'ideale è che venga esposta in una zona molto luminosa, ma riesce ad adattarsi bene anche alla mezz'ombra. In estate può essere spostata in esterno, ma non in zone molto soleggiate: il sole diretto rischia di ustionare le foglie se non è compensato da un tasso di umidità molto elevato (l'ideale è una zona esposta ad est dove batte il sole al mattino)
  • La pianta predilige temperature abbastanza elevate, ma se viene mantenuta asciutta, riesce a prosperare anche a temperature minime di 12°-14°C. La Pachira è una parente stretta del Baobab, pertanto ama gli ambienti umidi, ma a temperature basse eventuali ristagni d'acqua risultano fatali e causano l'ingiallimento e la caduta prematura delle foglie. 
  • Le bagnature, se coltivate in idrocoltura, vanno fatte quando l'indicatore di livello avrà raggiunto il livello MIN da almeno un paio di giorni. In inverno si ridurranno notevolmente e si consigliano delle nebulizzazioni fogliari per compensare l'eccessiva secchezza dell'aria data dai termosifoni accesi.
  • Per fertilizzare la pianta, se è in idrocoltura, porre ogni sei/otto mesi una cialda di fertilizzante sul fondo del coprivaso.

 
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