Gli strumenti

L'idrocoltura richiede pochi strumenti per la coltivazione: 

  •  l'argilla espansa
  •  un vaso da coltura  
  •  coprivaso  
  •  l'indicatore del livello dell'acqua.

L'argilla
L’argilla svolge un ruolo simile a quello del suolo, in quanto supporta il fusto della pianta. È un materiale formato da granuli di varia grandezza: quelli più adatti per l’idrocoltura hanno grandezza variabile dai 4 a 16 mm a seconda della necessità. L’argilla espansa è un prodotto naturale, non rilascia sostanze tossiche, non disperde fibre o particelle, non necessita di trattamenti stabilizzanti e conserva le proprie caratteristiche nel tempo. Attenzione: è importante che l’argilla scelta sia quella “da agricoltura” poiché quella normalmente usata nell’edilizia può contenere metalli pesanti che a lungo andare potrebbero risultare dannosi per la pianta. L’argilla espansa utilizzata per l’idrocoltura è riscaldata in forni a 1.100°C: i suoi idrogranuli possono assorbire l’acqua e rilasciarla gradualmente, permettendole di raggiungere uniformemente le radici. 

Il vaso di coltura
La pianta in idrocoltura cresce e si sviluppa in un apposito vaso in plastica che si chiama vaso di coltura e in cui vengono inserite l'argilla espansa e la pianta. Il vaso di coltura ha sul fondo una raggiera di fenditure per consentire alle radici di crescere e soprattutto di ossigenarsi, mentre sul lato ha una scanalatura che ospita l’indicatore di livello dell’acqua, fondamentale nell’idrocoltura, perché segnala quando e quanto è necessario bagnare la pianta. 

Il coprivaso
Il vaso di coltura, va collocato in un altro vaso, o coprivaso, costruito con materiali in grado di sostenere la permanenza di acqua sul fondo per lunghi periodi senza rovinarsi. Questo sistema permette sia di cambiare i vasi esterni (per colori o rivestimento) semplicemente sfilando il vaso interno da quello esterno senza dover togliere la pianta dal substrato in cui è immersa, sia di collocare più vasi da coltura in una stessa fioriera.

L'indicatore
L’indicatore è uno strumento indispensabile per il sistema idrocoltura: indica la quantità esatta (il cosiddetto livello) di acqua presente nel portavaso e serve a tenere sotto controllo la quantità d'acqua presente. È costituito da una stecca galleggiante posta all’interno di un tubicino di plastica graduato sul quale sono segnalate le posizioni MIN (mancanza d’acqua), OPT (quantità corretta di acqua) e MAX (quantità massima d’acqua). È importante che l'approvvigionamento d'acqua venga fatto solo quando questa si è completamente esaurita (MIN) e non dovrebbe superare il livello medio (OPT). MAX si adopera solo quando si ha in programma di non bagnare la pianta per più di 15 giorni. Il vaso di coltura va sempre in coppia con il suo indicatore di livello che alloggia in un’apposita scanalatura a lato del vaso.


La preparazione

Si possono acquistare piante già coltivate in idrocoltura (link allo shop sezione piante) o preparare in autonomia delle piante coltivate in terra convertendole all’idrocoltura. Acquistando piante già cresciute in idrocoltura si ha la certezza di avere un prodotto di qualità che non avrà problemi di adattamento, ma è anche possibile preparare da soli le piante per la coltivazione in idrocoltura. Il consiglio è, se non si ha già una certa esperienza, di iniziare a sperimentare questo metodo con delle piante giovani e quindi più adattabili e resistenti al nuovo sistema di nutrimento oppure con delle talee. Il periodo dell’anno più favorevole alla conversione è l’estate quando l’aria è più ricca di ossigeno e la linfa scorre più velocemente attraverso la pianta. In inverno è necessario che l’ambiente sia molto luminoso e la temperatura sia di almeno 20°C.  

Conversione dalla coltivazione in terra alla idrocoltura. 
I passi da seguire  

01

Annaffiare abbondantemente la terra della pianta in vaso.

02

Estirpare le radici con molta delicatezza per non danneggiarle.

03

Versare un piccolo strato di argilla espansa, circa 3-5 centimetri, sul fondo del vaso dove si posizionerà la pianta in idrocoltura. clicca qui per la sezione vasi del nostro shop clicca qui per la sezione accessori del nostro shop per acquistare l’argilla

04

Lavare le radici con acqua corrente tiepida per eliminare completamente la terra.

05

Appoggiare delicatamente le radici della pianta sull'argilla espansa appena versata.

06

Versare l’argilla espansa tenendo la pianta ben dritta al centro del vaso da coltura.

07

Inserire l’indicatore di livello dell’acqua della misura adatta per il vaso da coltura scelto. clicca qui per la sezione accessori del nostro shop per acquistare l’indicatore

08

Posizionare la pianta così trattata nel copri-vaso scelto. clicca qui per la sezione vasi del nostro shop.

09

Innaffiare la pianta finché l’indicatore di livello non raggiunge la scritta OPT.

Come bagnare e curare le piante in idrocoltura

La bagnatura delle piante, le sostanze nutritive e la scelta della pianta in base alla luce (vedi nella sezione "Le nostre piante" le specifiche per ogni essenza), sono le semplici indicazioni da seguire per nutrire e curare correttamente le piante.

Bagnare

Le piante in idrocoltura non hanno bisogno di essere bagnate tutti i giorni, ma è necessario bagnarle solo dopo aver aspettato 3 o 4 giorni da quando l’indicatore ha raggiunto il livello minimo. Questo perché le radici hanno bisogno di essere ossigenate: il persistere dell’acqua sul fondo del vaso rischia di farle marcire portando malattie. Per bagnare, basta versare l’acqua a temperatura ambiente sull’argilla espansa fino a raggiungere con la punta dell’indicatore la posizione media (scritta OPT).

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Si deve riempire il vaso di acqua fino alla posizione massima dell’indicatore (scritta MAX), solo in caso di assenza prolungata, oppure quando la pianta è in posizione molto luminosa. L’indicatore di livello serve anche a monitorare le condizioni di salute della pianta: se consuma molta acqua va tutto bene, se invece la pianta consuma poca acqua bisogna intervenire spostandola in una posizione più luminosa.

Curare

Utili sono i fertilizzanti per le piante in idrocoltura. In commercio ne esistono di diverse tipologie tutti in grado di fornire alla pianta gli elementi utili alla sua giusta nutrizione, ma i migliori sono quelli costituiti da resine a scambio ionico perché consentono alla pianta di trarre la giusta quantità di nutrimento anche in caso di sovradosaggio. Questi fertilizzanti rimangono attivi per 4-6 mesi e non richiedono di cambiare completamente l’acqua ogni volta che vengono usati.